Pubblicazioni

- EGO PRIMOGENITA -

L’Arciconfraternita della SS. Annunziata di Ispica nei documenti d’archivio (sec. XV-XIX)
di Francesco Antonio Fronte (Presidente dell’Arciconfraternita SS. Annunziata)

 

Nel 2001, a pochi mesi dalla mia prima elezione a presidente dell’Arciconfraternita della SS. Annunziata, la rettoria da me presieduta ha dato mandato al confratello Francesco Fronte di curare la sistemazione degli importantissimi documenti dell’Archivio Storico della confraternita che a quel tempo erano posti in un armadio, nella sagrestia della Chiesa.

L’obiettivo era molto più ambizioso, in quanto si voleva approfittare della sistemazione dell’archivio per ripercorrere, attraverso i documenti ritrovati, le tappe principali della storia della nostra Arciconfraternita, dalla genesi ai nostri giorni.
Ripercorrendo la storia della nostra Arciconfraternita, in parallelo con quella della Basilica e dell’intera città di Ispica, si voleva far conoscere ai confrati per primi, ma anche a tutta la comunità ecclesiale ed all’intera cittadinanza, il ruolo avuto da generazioni e generazioni di confrati e come le tradizioni ci sono state tramandate; in sintesi, avere coscienza e consapevolezza del proprio passato.
Un progetto ambizioso di crescita culturale rivolto principalmente ai confrati che, attraverso la conoscenza del passato, desse contezza del proprio presente e certezza del ruolo che un confrate deve avere nella società del terzo millennio.
Speravo di poter concludere l’iter che ha portato a questa pubblicazione prima della fine del mio mandato, ma ciò che importa è raggiungere gli obiettivi che questo volume sicuramente conseguirà.
Auguro a me ed a tutti i miei confratelli che ripercorrere le tappe più importanti della nostra storia confraternale e respirare le stesse atmosfere dei nostri Padri, rafforzi in noi tutti la consapevolezza delle radici e l’alto valore educativo e culturale delle tradizioni.
I complimenti più sinceri al dott. Francesco Fronte per il lavoro certosino portato avanti con passione ed amore, sicuro che questo lavoro rimarrà nel tempo, e costituirà un tassello importantissimo della storia della nostra Venerabile Arciconfraternita.

 

Ing. Gaetano Fidelio
Presidente dell’Arciconfraternita SS. Annunziata

 
 
 

- GLI STUCCHI DEL GIANFORMA -

nella Basilica della SS. Annunziata
di Maria Monaca

 

La Chiesa antica, fatta costruire nel 1453 circa dentro il fortilitium da Antonio Caruso, primo barone di Spaccaforno, fu interamente distrutta “dall’orribile scossa” del 1693. La nuova Chiesa della SS. Annunziata fu riedificata tra il 1703 e il 1720, grazie all’iniziativa di Francesco V Statella e della confraternita, esistente fin dal XV secolo. La prima pietra fu posta il 21 ottobre 1703, dopo 10 anni dal terremoto. Il vicario foraneo, Don Francesco Franzò, scrisse: “l’undici aprile 1704 s’incominciò la fabbrica della nuova Chiesa della SS. Annunziata da certi maestri siracusani…… A 23 marzo 1720 giorno di sabato di Passione fu benedetta la Chiesa della SS. Annunziata di questa città di Spaccaforno nuovamente fabbricata a spese dell’Arciconfraternita”.

Un altro forte terremoto, avvenuto il 7 gennaio del 1727, provocò i primi danni alla nuova Chiesa: nella relazione stilata dall’arch. Rosario Gagliardi, su incarico del conte Don Enrico Statella, la stima dei danni è di 200 onze. Nel 1779, su commissione dell’Arciconfraternita, l’arch. netino Paolo Labisi presentò i disegni delle decorazioni tutt’ora conservati nell’archivio. Il progetto non fu del tutto realizzato forse per gli elevati costi.

Il 23 marzo 1869 crollò il prospetto della Chiesa, probabilmente per fatiscenza o per lavori eseguiti in modo avventato. La ricostruzione fu affidata al capo mastro costruttore Carlo Di Gregorio e fu realizzata in otto anni con la edificazione del campanile collocato a ponente, dietro la Chiesa. Il campanile del De Gregorio fu demolito per la sua posizione inadatta alla propagazione del suono e ricostruito, nel Novecento, nell’attuale posizione. Il loggiato esterno risale ai primi dell’Ottocento e vi si svolgeva, dal 1803, il mercato di Pasqua, di merci e bestiami, che godeva di franchigia fiscale. Il portone in noce massiccia, opera del falegname Emanuele Avola, risale al 1881; Gaspare Rimmaudo nel 1886 rifece le cupolette laterali; nel 1894 fu fatto il pavimento in marmo; nel 1952, su progetto dell’arch. A. Cerruto è stato rifatto l’Altare Maggiore.
L’attuale campanile fu iniziato nella prima metà del Novecento e completato nel 1954. Nel 1996 è stato dato l’incarico all’arch. Salvatore Tringali della redazione del progetto di restauro e conservazione della Chiesa del loggiato e del campanile. I lavori hanno anche interessato il restauro delle volte della Chiesa a carico dell’Arciconfraternita con il contributo e la competenza dei confrati Salvatore Giuga e Francesco Figura. Il 6 aprile 2006, Mons. Giuseppe Malandrino, Vescovo di Noto, con una partecipatissima concelebrazione ha ribenedetto e riaperto al culto la Chiesa. Dopo tre anni di lavori, la Comunità della SS. Annunziata ha avuto la gioia di riavere il proprio tempio riportato all’antico splendore. L’ 8 aprile 2007, Domenica di Pasqua, con un concerto live per organo e tromba, eseguito dai maestri Marco D’Avola e Carmelo Fede, è stato inaugurato il grandorgano a canne della Basilica, sapientemente restaurato dal sig. Antonio Bovelacci grazie ad un finanziamento Europeo che l’Arciconfraternita ha ottenuto per l’interessamento del confratello Corrado Monaca.

Dott. Francesco Fronte