Statuto

DELLARCICONFRATERNITA SS. ANNUNZIATA

CON SEDE NELLA BASILICA DELLA SS. ANNUNZIATA DI ISPICA

 

L’ Arciconfraternita sotto titolo della Beata Vergine Maria Santissima Annunziata esisteva nella città di Ispica (già Spaccaforno, fino al 1935) fin dal XV secolo come “spontaneo affratellamento di vari individui che, in determinati giorni, riunivasi per esercitarsi in taluni atti di pietà e promuovere, mercé le volontarie oblazioni, le opere di beneficenza e di culto”.

Fu sotto l’ alta protezione della famiglia Caruso, baroni di Spaccaforno dal 1453, che edificarono la Basilica della SS. Annunziata, sede dell’ Arciconfraternita: Isabella Caruso, nel 1559, istituì “il legato di maritaggio” (per costituire la dote a fanciulle povere) che è stato uno dei “precipui scopi” dell’ Arciconfraternita fino ai primi del ‘900. Altri scopi furono: l’ istituzione di una Biblioteca donata dal Vicario don Franzo Lorefice per l’ istruzione popolare; provvedere alla cura dei confrati e dei loro familiari, mancando un ospedale pubblico; provvedere al mantenimento della chiesa titolare; formare i confrati per l’ esercizio del culto e della carità.

Fondata “de novo” dal Vescovo di Siracusa, Mons. Giovanni Capobianco, con il Privilegio di erezione del 13 febbraio 1651, a cui furono allegati i “Capitoli della Confraternita” in cui si dice che la stessa “altronde esisteva”.

Venne associata all’ Arciconfraternita di Roma al fine di partecipare alle grazie e ai privilegi che i Sommi Pontefici avevano a quella annessi (1681).

II Vicerè Caracciolo con decreto del 24 dicembre 1783 la dichiarò confraternita soggetta all’ ordinaria reale giurisdizione: in moltissimi documenti d’ archivio viene chiamata “Arciconfraternita” e la chiesa titolare appellata “Augusta Basilica”, già Chiesa Madre di Spaccaforno (“olim Matrice”) fino alla fondazione della Chiesa di San Bartolomeo che assunse le funzioni matriciali.

II 22 settembre 1808 fu eretta in Collegiata, composta da quattro Dignità, del Teologale, Penitenziere ed otto Canonici semplici.

Ripristinata ed eretta a Corpo Morale con decreto regio del 2 aprile 1855. Dopo l’ Unità d’ Italia, regolata della legge 3 agosto 1862, fu riconosciuta dal governo e dotata di un nuovo “Statuto organico”, in data 28 ottobre 1874, per svolgere finalità di culto e di beneficenza.

Altre riforme statutarie sono intervenute con l’ entrata in vigore della legge sulle Opere Pie 17 luglio 1890.

Nel 1927 l’ Arciconfraternita ha promosso la procedura per l’ erezione della chiesa SS. Annunziata a parrocchia (avvenuta nel 1930); ed è tornata alla dipendenza completa ed esclusiva dell’ Autorità Ecclesiastica nel 1929, a seguito del Concordato tra Italia e Santa Sede.

Ancora diversi statuti si sono succeduti nella vita dell’Arciconfraternita, tra i quali si menziona quello approvato, in data 18 febbraio 1959, da S. E. R. Mons. Angelo Calabretta Vescovo di Noto.

COSTITUZIONE – DENOMINAZIONE – SCOPO

Art. 1. La Confraternita denominata “Arciconfraternita SS. Annunziata di Ispica”, avente sede presso la Basilica SS. Annunziata di Ispica, nell’ ambito giurisdizionale della “Comunità di parrocchie SS. Annunziata, S. Antonio Abate, Madonna del Carmine, Madonna delle Grazie”, nel Comune di Ispica, di plurisecolare fondazione, è regolata dal presente Statuto approvato dal Vescovo di Noto Sua Ecc.za Mons. Antonio Staglianò, con Decreto del 07.07.2011 Prot. C 254-1029/11.

Art. 2. Essa è un’ Associazione pubblica di fedeli ed ha lo scopo prevalente di culto, di carità e di formazione degli iscritti e pertanto è retta sotto la superiore direzione del Vescovo Diocesano in conformità ai cann. 312-320 del vigente Codice di Diritto Canonico.

Art. 3. Essa per il raggiungimento dei suoi fini si propone di:

  • Promuovere e sviluppare la formazione cristiana, morale e civile dei confratelli, con l’ ascolto della Parola di Dio, una catechesi mensile, adeguata per un cammino di fede e di esperienza comunitaria.
  • Promuovere e curare, insieme con il Parroco e con gli altri gruppi ed associazioni ecclesiali della parrocchia, la dignità delle celebrazioni liturgiche e il culto pubblico proprio di ciascuna Confraternita, sostenendo e rivitalizzando la religiosità popolare.
  • Sviluppare la solidarietà umana e cristiana con opere di pietà e carità.
  • Alla morte, provvedere al suffragio dei confratelli secondo le norme stabilite nel regolamento di applicazione.

I CONFRATI

 Art. 4. Possono essere accolti nell’ Arciconfraternita gli aspiranti che, fatta esplicita richiesta scritta al Presidente, abbiano i seguenti requisiti:

a) Siano di sesso maschile;

b) Abbiano compiuto 18 anni di età;

c) Professino la fede cattolica;

d) Siano di buona condotta morale, rispettosi dei doveri civici ed aperti alla solidarietà sociale;

e) Siano in piena comunione ecclesiale, da intendersi non soltanto la comunione nella fede cattolica, ma soprattutto lo spirito di comunione, da osservarsi dai Confrati all’ interno e all’ esterno dell’ Arciconfraternita, richiesto dal Magistero ecclesiastico per tutte le aggregazioni laicali cattoliche e da ritenersi come requisito indispensabile per la partecipazione all’Arciconfraternita. Pertanto se un Confrate, a giudizio del Presidente, sentita la Rettoria, manca gravemente al riguardo, venga ammonito; se dopo l’ammonizione persiste nell’ inosservanza, sia dimesso a norma dell’Art. 11/b dello Statuto e si dia comunicazione all’ Ordinario Diocesano;

f) Non siano irretiti da una scomunica inflitta o dichiarata (can. 316 § 1 C.D.C.).

 Art. 5 – Possono essere accolti nella Confraternita i minori di anni 18, in qualità di novizi, ed aventi i requisiti di cui all’ Art. 4 lett. a), c), d), e), f). La domanda di ammissione dovrà essere controfirmata da chi ne ha la potestà genitoriale. Possono partecipare alle processioni, ai momenti di formazione e alle assemblee senza diritto di voto attivo e passivo. I novizi per le processioni e le altre attività religiose non possono indossare l’abito confraternale, ma dovranno indossare il sacco bianco e il fazzolettone della Confraternita.

 Art. 5/bis. I minori che intendono essere ammessi all’ Arciconfraternita, potranno iscriversi come membri dell’ Associazione Cattolica don Bosco, il cui Statuto è stato approvato dall’Ordinario Diocesano con decreto del 07.10.2009 prot. C 246/1555/09, per tutta la durata della minore età; questo periodo fungerà come da noviziato per poter essere ammessi successivamente all’Arciconfraternita.

 Art. 6. La domanda di ammissione all’Arciconfraternita, di cui all’Art. 4 dovrà:

- Contenere le generalità complete del richiedente e la dichiarazione di aver preso visione dello Statuto e di volerlo incondizionatamente osservare.

- Essere accompagnata dal certificato di Battesimo e di Cresima e, per i coniugati, di Matrimonio religioso.

- Essere accompagnata anche dalla commendatizia di almeno un Confrate.

 Art. 7. L’ ammissione dei nuovi Confrati avviene dopo un periodo di prova, determinato dalla Rettoria. All’ atto dell’ ammissione, ogni Confrate è tenuto a versare a favore dell’ Arciconfraternita un contributo di entrata, stabilito dalla Rettoria.

 Art. 8. II Confrate regolarmente iscritto, salvo particolari limitazioni, dal momento dell’ iscrizione acquisisce tutti i diritti e doveri nascenti dal presente Statuto, dai deliberati degli organi direttivi legittimi e dai provvedimenti della competente autorità ecclesiastica.

L’ iscrizione deve risultare da apposito verbale di recezione e dall’ inserimento dell’iscritto nel Registro dei Confrati.

DOVERI DEI CONFRATI

Art. 9. I Confrati hanno i seguenti doveri:

a) Partecipare alle Assemblee ordinarie e straordinarie dell’ Arciconfraternita.

b) Partecipare individualmente all’ Eucarestia domenicale e festiva e, insieme con gli altri Confrati, alle seguenti celebrazioni e processioni liturgiche:

- alle solenni celebrazioni dei Venerdì di Quaresima;

- alle celebrazioni liturgiche della Settimana Santa;

- alla Solennità dell’ Annunciazione del Signore ;

- alla solenne processione del Corpus Domini;

- alla liturgia funebre dei Confrati defunti;

- a tutte quelle altre sacre funzioni che verranno stabilite dalla Rettoria, d’ intesa con l’ Assistente Ecclesiastico;

- alla catechesi che mensilmente si tiene per essi in parrocchia.

c) Osservare quanto prescritto dal presente Statuto.

d) Prestarsi fraternamente nel soccorrere spiritualmente e materialmente i Confrati bisognosi, malati, anziani e soli.

e) Rinnovare ogni anno, entro la data stabilita dalla Rettoria, la propria adesione alla Confraternita e pagare la quota di partecipazione determinata dalla stessa Rettoria.

f) I Confrati che, o perché residenti fuori città, o per motivi di salute o di età avanzata, o per altri impedimenti giustificati, di fatto non partecipano abitualmente da un anno alle Assemblee della Confraternita di cui all’ Art. 9, al momento delle elezioni delle nuove cariche, non hanno diritto di voto, né attivo, né passivo, per qualunque carica, pur rimanendo nell’Arciconfraternita.

g) E’ espressamente proibito nelle funzioni liturgiche, comprese le processioni, farsi sostituire da estranei o fare indossare l’ abito e i simboli dell’ Arciconfraternita a non Confrati.

DIRITTI DEI CONFRATI

Art. 10. I Confrati hanno i seguenti diritti:

a) Partecipano a tutti quei benefici spirituali e materiali nascenti dallo Statuto.

 b) Hanno diritto di voto attivo e passivo nelle Assemblee secondo le norme espresse in questo Statuto

e possono essere rieletti alle varie cariche; per essere eletto Rettore si richiedono almeno tre anni di vita confraternale nella medesima Arciconfraternita.

c) Hanno diritto in caso di decesso ad una messa di suffragio a spese della cassa dell’Arciconfraternita, se regolarmente iscritti nel Registro dei Confrati.

SANZIONI

Art. 11. Saranno considerati automaticamente dimessi i Confrati che:

a) Non rinnovano ogni anno, entro la data stabilita dalla Rettoria, la propria adesione alla Arciconfraternita e non pagano la quota di partecipazione di cui alla lettera e) dell’ Art. 9 del presente Statuto.

b) Non partecipano alle Assemblee dell’Arciconfraternita per tre volte consecutive, o si assentano abitualmente, senza giustificata ed accertata motivazione, dopo previa ammonizione del Presidente.

Art. 12/I –  Saranno, inoltre, dimessi dal Presidente sentito l’ Assistente Ecclesiastico previa deliberazione della Rettoria, i Confrati che:

a) Vengono persistentemente meno ai doveri di cui alle lettere b) e c) dell’ Art. 9 del presente Statuto;

b) Non siano più in possesso dei requisiti di cui alle lettere c), d), e) dell’ Art. 4 di questo Statuto.

II – I Rettori dimessi o che si autodimettono per motivi di contrasto o in opposizione allo spirito di comunione, di cui all’ Art. 4 lettera e), o per motivi ritenuti non giustificati dal Presidente, non possono essere rieletti Rettori per un triennio; la durata della non eleggibilità può essere stabilita o protratta anche fino al triennio successivo, secondo la decisione del Presidente, sentita la Rettoria, o dell’ Ordinario Diocesano; trascorso tale periodo, a giudizio della Rettoria, può essere riesaminato il caso della rielezione.

L’ avvenuta dimissione sia notificata per iscritto.

RICORSI

Art. 13. Avverso i provvedimenti adottati dal Presidente nei confronti dei Confrati, nel termine di giorni trenta dalla comunicazione, è ammesso ricorso all’ Ordinario Diocesano, il quale dopo aver sentito il Presidente, l’ Assistente Ecclesiastico e la Commissione Diocesana per le Confraternite, deciderà a norma di Diritto e dello Statuto.

REGGENZA DELL’ARCICONFRATERNITA

Art. 14. La reggenza e l’ amministrazione dell’ Arciconfraternita sono tenute dalla Rettoria eletta dall’ Assemblea dei Confrati.

La Rettoria è composta di sette membri:

-          dal Rettore Presidente;

-          dal Rettore Vice Presidente;

-          dal Rettore Tesoriere;

-          da altri quattro Rettori.

Art. 15. Il Presidente è nominato dall’ Ordinario Diocesano che lo sceglie, sentito il parere dell’ Assistente Ecclesiastico, tra i Rettori eletti dall’ Assemblea dei Confrati.

Art. 16. Tutti gli incarichi ricoperti all’ interno dell’Arciconfraternita (Presidente, Vice Presidente, Tesoriere, Segretario, Rettore, Rappresentante nei Consigli Parrocchiale, Vicariale o Diocesani) sono incompatibili con il mandato parlamentare europeo, nazionale, regionale, provinciale o degli Enti locali territoriali a qualsiasi livello, con la carica di Sindaco, Presidente della Regione, della Provincia, Assessore comunale, provinciale e regionale, con incarichi di organi decisionali di partito a qualsiasi livello o di organizzazioni, comunque denominate, che perseguono finalità politiche. Coloro che coprono i suddetti incarichi nell’ Arciconfraternita, in caso di candidatura per le assemblee elettive del Parlamento europeo, nazionale, della regione, della provincia, degli enti locali territoriali di qualsiasi livello, decadono di fatto dall’ incarico ricoperto nell’Arciconfraternita. Si deve inoltre evitare che l’ Arciconfraternita, come tale, e anche la sua sede, sia coinvolta nelle scelte personali e nella campagna elettorale di membri dell’ Arciconfraternita.

Art. 17. La carica di Presidente non può essere esercitata per più di due mandati consecutivi.

Art. 18. II Vice Presidente e il Tesoriere vengono eletti dalla Rettoria nella prima riunione dopo la nomina del Presidente da parte dell’ Ordinario Diocesano.

Art. 19. II Presidente, subito dopo la comunicazione della propria nomina, sentito il parere della Rettoria, nomina, fra i Confrati, un Segretario che in seno alla Rettoria ha soltanto voto consultivo.

Art. 20. L’ Ordinario Diocesano, per giusta causa, può rimuovere il Presidente e i vari Rettori, dopo averli chiamati a confronto con lui (Can. 318 § 2 C.D.C.).

Art. 21/I – Se un Rettore presenta, nel corso del suo mandato, le dimissioni dalla carica e le stesse vengono accettate dalla Rettoria, gli subentra il Confrate che ha ricevuto il maggior numero di voti fra i non eletti dall’ Assemblea. In caso di esaurimento della lista dei Confrati non eletti alla carica di Rettore, si procederà alla elezione del nuovo Rettore entro sessanta giorni dall’accettazione delle dimissioni del Rettore dimissionario da parte della Rettoria.

II - Se il Rettore dimissionario è anche Vice Presidente o Tesoriere, per la sua sostituzione si procede come previsto all’art. 18.

III - Se le dimissioni vengono presentate dal Presidente e sono accettate dall’ Ordinario Diocesano, questi decade anche da Rettore; in tal caso per la sua sostituzione nel ruolo di Rettore si procederà come indicato nel par. I del presente articolo.

Il nuovo Presidente verrà nominato come previsto all’art. 15.

Art. 22. In circostanze speciali, se lo richiedono gravi motivi, l’ Ordinario Diocesano può designare un Commissario che in suo nome diriga temporaneamente l’Arciconfraternita con i poteri anche della Rettoria. (Can. 318 § 1 C.D.C.).

Art. 23. La Rettoria dura in carica tre anni e i suoi componenti possono essere rieletti per non più di tre trienni consecutivi, a meno che l’ Ordinario Diocesano non disponga diversamente, per singoli casi.

ELEZIONI DELLA RETTORIA E SUOI COMPITI

Art. 24. Le elezioni della Rettoria avranno luogo entro trenta giorni dalla data di scadenza del mandato della Rettoria precedente, nel corso dell’ Assemblea straordinaria dei Confrati, appositamente convocata alla presenza dell’ Assistente diocesano per le Confraternite o da un suo delegato. Nel caso in cui l’ Arciconfraternita è retta da un Commissario, la data delle elezioni verrà stabilita dall’ Ordinario Diocesano, sentito il Commissario.

Art. 25. Per la validità della votazione per l’ elezione della Rettoria si richiede la presenza della maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto. Il seggio elettorale è composto: dal Confrate più anziano di età fra gli elettori presenti, che ne assume la presidenza; da due Confrati scrutatori e dal Segretario, che assume le funzioni di segretario del seggio. E’ compito del Presidente del seggio proclamare eletti i Rettori. Nelle settimane precedenti alle elezioni, verrà recapitata a tutti i Confrati, aventi diritto di voto passivo, una lettera che indice le elezioni, e convoca un’ Assemblea straordinaria durante la quale verrà formato il seggio elettorale; allegato alla lettera verrà recapitato anche il modulo con il quale ogni Confrate ha diritto di dare la propria disponibilità e porre la propria candidatura ad essere eletto Rettore; inoltre la lettera conterrà l’ indicazione del termine ultimo entro il quale presentare i moduli di candidatura alla Rettoria uscente.

a) La Rettoria uscente predisporrà una lista contenente tutti i nomi dei Confrati aventi il diritto di essere eletti, che abbiano presentato entro i tempi stabiliti il modulo di candidatura; ciascun Confrate elettore voterà da 1 a 7 nominativi, come nuovi Rettori, tra quelli contenuti nella lista.

b) In caso di voto dato a più di 7 nominativi sulla medesima scheda, o a nominativi non compresi nella lista, la scheda sarà ritenuta nulla.

c) L’ elettore impedito fisicamente di esprimere il suo voto, potrà essere accompagnato da altro elettore di sua fiducia. In casi particolari possono essere ammessi voti per delega scritta, dietro presentazione di una domanda scritta al Presidente da parte del Confrate delegante almeno due settimane prima della data delle elezioni.

d) Risulteranno eletti Rettori i Confrati che avranno riportato il maggior numero di voti; in caso di parità per l’ ultimo Rettore, si ritiene eletto il più anziano d’ età.

La proclamazione avverrà subito dopo lo scrutinio dei voti.

e) Non possono far parte della Rettoria i Confrati che abbiano liti o vertenze contro l’Amministrazione dell’Arciconfraternita; se sono già in carica all’ atto della lite o della vertenza vengono dimessi d’ ufficio e surrogati nei modi previsti dall’ Art. 21-I.

f) L’ elezione dei Rettori diventa valida dopo essere stata confermata dall’ Ordinario Diocesano.

Art. 26 – Spetta alla Rettoria, d’intesa con l’Assistente Ecclesiastico:

a) promuovere tra i Confrati una vita cristiana autentica;

b) promuovere uno scambievole aiuto spirituale e materiale dei Confrati, secondo lo spirito di carità evangelica;

c) promuovere la disponibilità dei Confrati a collaborare insieme con il parroco e con le altre Associazioni della comunità parrocchiale in tutte le scelte e le iniziative del Consiglio Pastorale Parrocchiale, specialmente in quelle relative alla programmazione e allo svolgimento delle feste religiose tradizionali;

d) esaminare le domande di ammissione dei nuovi Confrati esprimendo voto consultivo; determinare il periodo di prova per i nuovi Confrati prima dell’ammissione;

e) determinare l’entità del contributo di ammissione di nuovi Confrati;

f) determinare il contributo annuale da dare da parte di ogni Confrate all’Arciconfraternita e la data di scadenza entro la quale versarlo;

g) amministrare i beni propri dell’Arciconfraternita sotto l’alta sorveglianza dell’Autorità Ecclesiastica:

- compilando i progetti dei bilanci da sottoporre all’Assemblea;

- provvedendo alla manutenzione dei beni mobili ed immobili ed alla conservazione dei censi e dei canoni;

- rendendo conto dell’amministrazione all’Autorità Ecclesiastica Diocesana ogni anno, entro il 31 marzo, con la presentazione del bilancio consuntivo, approvato dall’assemblea dei Confrati (can. 319 § 1 C.D.C.).

 Art. 27. La Rettoria non può procedere ad atti e contratti che eccedono l’ ordinaria amministrazione senza la preventiva autorizzazione dell’ Autorità Ecclesiastica Diocesana.

 Art. 28. Non fanno parte dei beni amministrati dall’ Arciconfraternita gli introiti che provengono alla Chiesa parrocchiale da offerte dei fedeli e che sono di esclusiva competenza del Parroco, in qualità di legale rappresentante della Parrocchia, coadiuvato dal Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici.

 Art. 29 – Le responsabilità primarie della gestione delle feste religiose tocca agli organismi pastorali (cfr. 2° Sinodo Diocesano, 45) quindi al Consiglio Pastorale Parrocchiale, di cui il Parroco è Presidente e di cui fa parte un rappresentante di ogni commissione, gruppo, movimento o realtà laicale o religiosa operante nella parrocchia (cfr. Giuseppe Malandrino, Nuove norme per il rinnovo degli Organismi Ecclesiali di partecipazione e di Comunione, 20 agosto 2003); le offerte dei fedeli raccolte, anche dall’Arciconfraternita, per la realizzazione delle feste, vanno impiegate sotto la responsabilità del Parroco e del Consiglio Pastorale Parrocchiale.

Il Parroco, se lo ritiene opportuno, sentito il Consiglio Pastorale Parrocchiale, può delegare l’Arciconfraternita per la gestione delle feste tradizionali, comprese le offerte raccolte per la realizzazione delle medesime feste, a condizione che vengano osservate le disposizioni sulle feste religiose emanate dall’Autorità ecclesiastica diocesana e nazionale e che siano gestite in piena comunione con il Parroco.

L’Arciconfraternita deve comunque presentare il bilancio della festa al Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici, che è deputato dal C.D.C. (can. 537) a coadiuvare il Parroco nella gestione economica della parrocchia.

Art. 30 -La Rettoria si riunisce ordinariamente prima di ogni Assemblea e, straordinariamente, su convocazione del Presidente, e delibera con la maggioranza assoluta degli aventi diritto.

IL PRESIDENTE

Art. 31 -Il Presidente rappresenta a tutti gli effetti l’Arciconfraternita e di diritto fa parte del Consiglio Pastorale parrocchiale. Spetta al Presidente, d’intesa con l’Assistente Ecclesiastico:
a) curare la perfetta osservanza dello Statuto da parte di tutti i Confrati;

b) dar vita ad iniziative idonee ad alimentare nei confrati la formazione cristiana e lo spirito di apostolato laicale;

c) fare osservare le disposizioni dell’ Autorità Ecclesiastica;

d) nominare, tra i Confrati, il Segretario, sentito il parere della Rettoria;

e) ammettere i nuovi Confrati, purché vi sia il parere favorevole dell’ Assistente Ecclesiastico e della Rettoria;

f) sospendere e dimettere d’ autorità i Confrati che violano lo Statuto, sentito il parere dell’ Assistente Ecclesiastico, previa deliberazione della Rettoria;

g) convocare, presiedere e dirigere le sedute sia ordinarie che straordinarie della Rettoria e dell’ Assemblea dei Confrati e predisporre l’ ordine del giorno;

h) firmare i mandati di pagamento e tutti gli atti e contratti attinenti al governo dell’Arciconfraternita;

i) rappresentare in giudizio l’Arciconfraternita dietro autorizzazione dell’ Ordinario Diocesano;

l) accettare le dimissioni dei Confrati, purché vi sia il parere favorevole della Rettoria e dell’Assistente Ecclesiastico.

Art. 32. Il Vice Presidente collabora con il Presidente nella direzione dell’ Arciconfraternita, lo sostituisce in caso di assenza o impedimento temporaneo.

Venendo a mancare, per qualsiasi causa, il Presidente, il Vice Presidente assume l’ incarico ad interim fino a quando l’ Ordinario Diocesano non avrà nominato il nuovo Presidente per il tempo residuo del triennio.

L’ASSISTENTE ECCLESIASTICO

Art. 33. L’ Assistente Ecclesiastico, nominato direttamente dall’ Ordinario Diocesano, è di norma il Parroco pro tempore della Parrocchia in cui l’ Arciconfraternita ha sede. A lui è demandata la direzione spirituale dell’ Arciconfraternita, in seno alla quale egli rappresenta in maniera abituale l’ Autorità Ecclesiastica Diocesana e tutela il rispetto degli interessi della parrocchia e delle disposizioni della Diocesi. L’ Assistente Ecclesiastico interviene a pieno diritto a tutte le adunanze della Rettoria e dell’ Assemblea dei Confrati, alle quali, per la validità delle stesse, deve essere convocato, godendo di voto consultivo; dà il nulla osta per l’ ammissione dei nuovi Confrati; controfirma i verbali dell’ Arciconfraternita; cura l’ istruzione religiosa dei Confrati; officia la ricezione solenne dei nuovi iscritti; celebra le esequie dei Confrati defunti.

IL SEGRETARIO

Art. 34. Il Segretario ha l’ ufficio e l’ obbligo di tenere ordinati e aggiornati i registri e gli altri documenti di archivio, avendo cura della loro buona conservazione, ed evitando che, senza specialissimo mandato da risultare negli atti, vengano portati fuori sede. In particolare, egli dirama gli inviti di convocazione, stila e controfirma la corrispondenza, redige i verbali delle adunanze della Rettoria e dell’ Assemblea. Il Segretario, al fine di redigere più facilmente i verbali, può utilizzare un registratore nelle riunioni della Rettoria e dell’ Assemblea. Il contenuto delle registrazioni rimane riservato alla Rettoria e dopo l’ approvazione del relativo verbale da parte dell’ Ordinario Diocesano deve essere cancellato.

Art. 35. Per la regolare tenuta d’ archivio il Segretario dovrà avere:

a) il registro dei Confrati a rubrica alfabetica;

b) il registro delle deliberazioni della Rettoria e dell’ Assemblea;

c) il registro protocollo.

Essi dovranno essere preventivamente vidimati dall’ Ufficio Diocesano per le Confraternite. Inoltre il Segretario dovrà avere il fascicolo personale dei singoli Confrati e il libro di presenza.

IL TESORIERE

Art. 36. Il Tesoriere ha l’ ufficio di curare la contabilità dell’ Arciconfraternita. A tale scopo dovrà avere un registro di cassa vidimato dall’ Ufficio Diocesano per le Confraternite. Egli non potrà fare alcun pagamento senza il regolare mandato firmato dal Presidente e dovrà chiedere sempre la quietanza dei pagamenti effettuati. Inoltre il Tesoriere dovrà avere il libro inventario dello stato patrimoniale.

L’ASSEMBLEA

Art. 37. L’ Assemblea dei Confrati si riunisce ordinariamente ogni mese, straordinariamente ogni volta che sarà ritenuto necessario dal Presidente, d’ accordo con la Rettoria, o dall’ Ordinario Diocesano o ne faccia richiesta scritta un terzo dei Confrati.

Le Assemblee straordinarie devono essere convocate con avviso personale, a firma del Presidente e del Segretario, con relativo ordine del giorno, e rimesse ai singoli non meno di sette giorni prima dell’ adunanza.

L’ Assemblea è valida in prima convocazione se è presente la maggioranza assoluta dei Confrati iscritti, che hanno diritto di essere convocati; in seconda convocazione, che può avvenire nello stesso giorno, qualunque sia il numero dei Confrati presenti.

Art. 38. Tutte le adunanze dell’ Arciconfraternita si inizieranno con la preghiera ed il pensiero religioso tenuto dall’ Assistente Ecclesiastico. Seguirà la lettura e l’ approvazione del verbale della seduta precedente, e poi si passerà alla discussione dei vari punti all’ ordine del giorno.

Art. 39. Compiti dell’ Assemblea sono:

a) eleggere la Rettoria;

b) approvare il bilancio di previsione e quello consuntivo di ogni esercizio finanziario;

c) deliberare circa gli atti e contratti che eccedono l’ ordinaria amministrazione;

d) approvare eventuali proposte di modifiche allo Statuto da presentare al giudizio dell’ Ordinario Diocesano.

Art. 40. Le deliberazioni dell’ Assemblea sono valide se sono approvate in prima convocazione dalla maggioranza assoluta dei presenti, in seconda convocazione dalla maggioranza semplice dei presenti.

Art. 41. Tutte le deliberazioni dell’ Assemblea dei Confrati entrano in vigore dopo che avranno ottenuto l’ approvazione dell’ Autorità Ecclesiastica Diocesana, alla quale devono essere inviate in doppia copia, firmate dal Presidente, dal Segretario e dall’ Assistente Ecclesiastico. Delle due copie, corredate dell’ approvazione dell’ Ordinario Diocesano, una viene restituita alla Arciconfraternita e l’ altra rimane alla Curia Vescovile.

Art. 42. Trattandosi di affari che concernono uno o più soci, costoro non possono intervenire alla seduta, debbono quindi, se intervenuti, allontanarsi al momento della discussione che li riguarda. L’ Assemblea, se lo crede, può chiamarli a dare delucidazioni.

IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

Art. 43. Il collegio dei Sindaci revisori, obbligatorio per le Confraternite con più di venti membri, è composto da tre Confrati effettivi e uno supplente eletti dall’ Assemblea indetta per l’ approvazione del bilancio. Resta in carica un triennio. Verifica la legittimità delle partite ordinarie e straordinarie e ne relaziona all’ Assemblea.

AMMINISTRAZIONE DEI BENI

Art. 44 -Il patrimonio dell’Arciconfraternita è costituito da beni immobili e mobili regolarmente inventariati e da tutti gli altri beni che dovessero pervenire all’Arciconfraternita a titolo oneroso o gratuito, per atti inter vivos o mortis causa, nonché da eventuali fondi di riserva costituiti con eccedenze di bilancio.

L’Arciconfraternita trae i mezzi per l’attuazione delle proprie finalità:

a) dalle rendite del proprio patrimonio;

b) dalle quote iniziali e annuali associative;

c) da ogni altra entrata che concorra ad incrementare l’attivo sociale.

L’esercizio finanziario si chiude al 31 dicembre di ogni anno.

L’Amministrazione dei beni dell’Arciconfraternita spetta alla Rettoria, salvo il diritto di vigilanza del Vescovo e il suo potere di intervenire in caso di negligenza, secondo il disposto dei cann. 1276-1279 del Codice di Diritto Canonico.

Per la validità degli atti di straordinaria amministrazione, il Consiglio Direttivo deve munirsi del parere obbligatorio dell’Assemblea e, se destinati ad incidere in modo notevole sulla entità e sulla consistenza del patrimonio, anche dell’ autorizzazione scritta dell’ Ordinario Diocesano, a norma del can. 1281 del C.D.C.. Gli atti, eccedenti i limiti e le modalità dell’Amministrazione ordinaria, vengono fissati dall’ Ordinario, udito il Consiglio Diocesano per gli Affari Economici.

La Rettoria nell’amministrazione dei beni:

1) osserva le disposizioni canoniche e civili;

2) tiene in ordine i libri delle entrate e delle uscite;

3) redige lo stato patrimoniale, il rendiconto amministrativo al termine di ciascun anno, corredandoli della relativa documentazione da presentare all’ Ufficio Amministrativo Diocesano entro il 31 marzo seguente per l’approvazione;

4) redige annualmente il preventivo delle entrate e delle uscite da presentare in Curia come il precedente.

 

NORME FINALI

Art. 45. L’ Ordinario Diocesano può disporre, a suo giudizio ed in ogni tempo, visite nell’ Arciconfraternita, per accertare che sia conservata l’ integrità della fede e dei costumi e per vigilare che non si insinuino abusi nella disciplina ecclesiastica (can. 305 § 1 C. D. C.).

Art. 46. Ulteriori norme per regolare la vita e il funzionamento dell’ Arciconfraternita potranno essere adottate dall’ Assemblea con la maggioranza dei due terzi degli aventi diritto al voto, mediante l’ emanazione di un “Regolamento”, che entrerà in vigore subito dopo l’ approvazione dell’ Ordinario Diocesano. Eventuali modifiche del “Regolamento” potranno essere adottate dall’ Assemblea con la stessa maggioranza qualificata necessaria per la sua adozione.

Art. 47. La modifica del presente Statuto potrà essere fatta solamente dall’ Ordinario Diocesano, presa visione, se del caso, delle proposte dell’ Assemblea dell’ Arciconfraternita.

Art. 48. Per quanto non previsto dal presente Statuto e per quanto non in contrasto con esso, si rimanda alle disposizioni contenute nel Codice di Diritto Canonico vigente, Libro II, Parte I, Titolo V, Capitolo II, relative alle Associazioni pubbliche dei fedeli e dell’ amministrazione dei loro beni.