Gli Stucchi

Il pregio artistico della Basilica è costituito dai 13 grandi pannelli di stucco, in basso ed alto rilievo, che decorano la navata centrale, il transetto e il cappellone. Sono databili alla metà del 1700 e sono certamente l’ opera più vasta e significativa del palermitano Giuseppe Gianforma. Formatosi alla scuola di Giacomo Serpotta, lo stuccatore più importante del ’700 siciliano. Sopra il portone d’ ingresso c’e lo stemma del Vescovo di Noto Giovanni Blandini, una grande aquila a due teste, realizzato dal Di Gregorio. Nei pennacchi della cupola sono rappresentati i quattro evangelisti coi loro simboli; Matteo (angelo), Luca (toro), Marco (leone), Giovanni (aquila) . Nella cappella centrale c’è a sinistra l’adorazione dei pastori; a destra, l’adorazione dei Magi. Monocromi su fondo azzurro i pannelli raffigurano scene del Vecchio e Nuovo Testamento.

Il ciclo comprende:

GIUDITTA CHE UCCIDE OLOFERNE : Giuditta giovane vedova per non arrendersi a Oloferne passa accompagnata da una schiava e vestita splendidamente nel campo nemico, dove è ben accolta da Oloferne, colpito della sua bellezza; ma una notte mentre Oloferne giace nella sua tenda ubriaco, Giuditta gli taglia la testa.

GEDEONE COL VELLO : Dio concede a Gedeone il doppio segno che prima la rugiada dovrà cadere solo sul vello, lasciando il terreno circostante asciutto e poi dovrà coprire d’un velo la terra e lasciare intatto il vello. Questo nella tradizione cristiana diverrà il simbolo della discesa dello Spirito Santo in Maria per l’incarnazione di Cristo.

GIAELE CHE PIANTA IL CHIODO NELLA TESTA DEL TIRANNO SISARA : Il tiranno Sisara, sconfitto fuggì a piedi rifugiandosi nella tenda di Giaele, la quale, dopo averlo ospitato amichevolmente, lo uccise conficcandogli un chiodo della tenda nella tempia durante il sonno.

ABRAMO CHE ADORA IL SIGNORE IN FIGURA DI TRE UOMINI : Mentre Abramo sedeva all’ingresso della tenda, nell’ora calda, gli apparvero tre figure angeliche che in realtà sono una raffigurazione di Dio sotto spoglie umane; per questo motivo Abramo si rivolge a loro come se fossero un’unica figura: Mio Signore, non andartene senza fermarti! Saranno queste tre figure che annunzieranno ad Abramo e alla moglie Sara ormai molto avanti negli anni, che tra un anno avranno un figlio ( Isacco che significa colui che ride in riferimento alla risata di Sara di fronte a un simile annuncio.).

DAVIDE CHE TAGLIA LA TESTA A GOLIA : Il giovane e indifeso pastore Davide, vinse contro il potente gigante Golia, non per le armi, bensì per il sostegno divino. Da un lato c’è la potenza umana, con tutta la sua arroganza; dall’altro c’è la debolezza, sostenuta però dal Signore, il vero dominatore della storia. Davide uscì incontro a Golia: prese un sasso, lo lanciò con la sua fionda e colpì in mezzo alla fronte il gigante, che cadde a terra. Davide corse sopra di lui, afferrò la sua spada e lo uccise.

ABRAMO CHE SACRIFICA ISACCO : Dio per mettere alla prova Abramo, gli chiese di offrire il figlio Isacco, in sacrificio; Abramo obbedì e si accinse ad uccidere il figlio: ma un angelo intervenne a trattenerlo, poiché era bastato a Dio la prova avuta della sua obbedienza.

ISAIA IL PROFETA DELLA VERGINE MADRE DI DIO : Il profeta Isaia è ricordato innanzitutto per la profezia della nascita dell’Emmanuele dal grembo di una Vergine. Per questo motivo lo troviamo qui raffigurato con un libro in mano su cui è scritto: “Ecce Virgo concipi…” e con il serpente e il bambino che lo schiaccerà.

Dall’analisi di questi pannelli emerge che soprattutto l’uccisione di Sisara, descritta in Giudici 4,21, è estremamente crudele. Inoltre essa ci appare come una grave violenza delle leggi dell’ospitalità in vigore tra i nomadi. Questo va compreso tenendo presente la mentalità antica che vedeva nella sconfitta e nella distruzione dei nemici un segno del favore e della benedizione di Dio. Ciò che sta in primo piano è la salvezza, del popolo di Israele, e la grandezza di quest’opera divina viene presentata, per contrasto, con la descrizione della terribile sorte degli oppressori di Israele. Il lettore cristiano deve ricordare che il Signore si rivela nella storia umana con tutti i limiti di quest’ultima, per condurre progressivamente il suo popolo ad una più profonda conoscenza del senso dell’esistenza e della relazione dell’uomo con Dio.

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